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<<< La mia nave - poesia di Vincenzo Ampolo  [Poesia]  del 2012 >>>

La mia nave galleggia
come quella di tutti
va e viene
di qua e di là
approda e riparte.

Ferma nel porto
il tempo necessario
per i lavori di restauro

Rimessa a nuovo
ritorna ad affogare
nel suo mare

A volte perde la rotta
dimentica la sua meta
rischia il naufragio

Intorno, le sirene
l’avvolgono
con il loro canto

Luccica
sulla superficie del mare
e sotto è buio il freddo

Un mondo a parte
di pesci che mangiano pesci
e non solo…

Affondano le paure
e si scontrano gelide
correnti di senso e non senso

Sopra, la bianca schiuma del mare
e in cielo nuvole
ancora più bianche

Oggi forse pioverà
acqua nell’acqua
lacrime su un letto di lacrime

Sono stanco
di questo oceano di parole
e i silenzi non dicono molto

Baciami capitano
dimmi che mi ami
come mio padre mi disse
prima di morire

Oggi la pesca è stata cattiva
mangeremo lische di pesce
e gusci di molluschi

Baciami capitano
che qui su questa nave
siamo invisibili

Nella mia cabina è caldo
e non si sente altro
che il rumore del mare

Domani arriveremo
nell’ultimo porto
forse domani

La nave è stanca
di navigare
e corre più veloce

Domani le strade
mi accoglieranno
e gli sguardi della città

Andrò in cerca
di cibo caldo e carezze
e magari di una casa per vivere

Troppo vecchio
per generare figli
mi lascerò vegliare

E poi morirò
non prima d’aver scritto
dei miei viaggi
e delle mie avventure

Sulla mia tomba
ti prego
di posare una barchetta bianca

In vita sono stato
un marinaio
innamorato del suo mare.

di Vincenzo Ampolo 2012

 

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Opera inserita il28 Dicembre 2017 • vista36 volte • con1 intervento (il 7 Gennaio 2018)

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