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<<< Introduzione a Narradiohead - scritto di Edoardo Acotto  [Narradiohead]  del Marzo 2008 >>>

Narradiohead in quattro dimensioni

 

Narradiohead ha iniziato a esistere a Fontanetto Po. In quel mistico paesino vercellese, il 9 ottobre 2005, sotto un sole ancora caldo, un'alchemica pianista trasformava durante l'intero pomeriggio i suoni e i testi dei Radiohead in un concerto per voce e pianoforte organizzato da Guido Michelone. Quel concerto ebbe per me l'effetto di spalancare un varco spaziotemporale verso Oxford, UK, pianeta Terra Gemella. Come il personaggio del caotico calmo romanzo, credetti di comprendere il messaggio: dovevo fare qualcosa per i Radiohead! Ma cosa?

Non sono un musicista, non potevo pensare ad un concerto. Non sono un regista cinematografico, dovevo rinunciare a realizzare un film. Non sono un pittore, non potevo proporre ai Radiohead di recarmi a Oxford per effigiarli. Non sono nemmeno uno scrittore…

Pensandoci bene, forse potevo fare qualcosa in questa direzione, con la scrittura un po' mi ero cimentato. Il mio ideale artistico postmoderno non era forse la variazione? Perché dunque non pensare a un libro di racconti-variazioni sulle canzoni della band oxoniense? E perché non mescolare i racconti ai fumetti, intensa forma di narrazione contemporanea?

Uno dopo l'altro, tutti gli scrittori e i disegnatori e il santissimo Dalai, dico Michele, si accendevano dello stesso entusiasmo, tutti percepivano il messaggio proveniente dal varco spaziotemporale di Fontanetto Po: voi dovete fare qualcosa per i Radiohead!

E così abbiamo continuato a ubbidire all'ingiunzione in tutti questi anni.

Questo libro che a te, lettore, sembra un oggetto concreto, individuato nello spazio e nel tempo una volte per tutte, per noi che lo abbiamo fatto appare piuttosto come un lentissimo evento lungo ben tre anni. Alterne vicende e fortune, contatti e repulsioni, adesioni e rinunce, entusiasmi e depressioni, eventi fortunati e congiunture negative mi hanno convinto che non si tratta di un oggetto individuato e individuabile una volta per tutte.

Alcuni metafisici contemporanei, i cosiddetti quadridimensionalisti, sostengono che gli oggetti siano degli "occorrenti" dotati di parti spaziali e parti temporali. La genesi di Narradiohead mi ha convinto che questi metafisici hanno ragione: nessun oggetto è interamente presente qui e ora, nemmeno questo libro. In certi momenti Narradiohead sembrava tutto (nel) presente, pronto per essere impaginato e portato in libreria; in altri momenti pareva che il virtuale non sarebbe mai diventato reale. Certe parti che ora compongono Narradiohead all'inizio non c'erano, altre che lo componevano in precedenza non ci sono più: per quanto possa essere difficile da accettare, nulla è permanente…

Qualcuno dice che sul rock non si può fare filosofia. Io credo invece che pensare il rock filosoficamente sia un compito che rimane da svolgere. Se fossi in grado di pensare il rock inizierei dalla sua apparente usurabilità. Le canzoni che piacevano anni fa ora appaiono logorate: i brani rock sono fatti della stessa sostanza di cui sono fatte le merci.

Ovviamente fanno eccezione i grandi, i classici, come se il diventare un classico del rock consistesse nell'infrangere i limiti del genere musicale. La musica dei Radiohead ha la più alta resistenza all'usura acustica a me nota. I Radiohead vengono spesso definiti come il gruppo più influente degli ultimi anni, il gruppo più importante, il migliore. Forse si può dire semplicemente che i Radiohead sono il gruppo rock meno usurabile.

Così Narradiohead è un omaggio all'inusurabilità dei Radiohead, alla loro infinita forza, all'inesauribile ricchezza di senso delle loro canzoni.

Narradiohead è un omaggio al gruppo rock più importante degli ultimi quindici anni; e se è vero che gli ultimi quindici anni sono un'eternità, questo libro è un omaggio alla band più importante di questa eternità.

 

Buona lettura e buone visioni

 

Edoardo Acotto


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