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OPERA   |  N.Autori: 17  |  N.Opere: 34  |  N.Tag: 14
fino al 30.I.2003
Stella che vai
Bra (cn), Centro Culturale Il Fondaco

Dodici artisti reinventano il Presepio. Lavori di Zorio, Luzzati, Rama, Mainolfi, Gastini, Parmigiani e molti altri. Coordinati dal noto Nico Orengo. Con un po’ di beneficienza per i bimbi di San Giuliano…

pubblicato mercoledì 8 gennaio 2003



La collettiva Stella che vai propone dodici opere in vario modo legate al tema del presepio e del Natale. I codici tradizionali della Natività hanno dato adito ad invenzioni più o meno intrinsecamente legate all’immaginario del Natale. La doppia stella a cinque punte di Gilberto Zorio sovrappone all’icona della cometa il simbolo politico caro all’artista, presentando una singolare “occasione” di incontro fra universi lontani; Ugo Giletta traveste la sua Sacra Famiglia di pupazzi dalle acuminateGilberto Zorio teste surrealiste con sgargianti costumi pseudonipponici che risuonano singolarmente con quelli del kitaniano Dolls; Emanuele Luzzati dipinge su sfondo fiabesco di cielo azzurro una natività quasi rinascimentale ambientata nella struttura scenografica di un tempio classico; Carol Rama visualizza un enigmatico Angelo dai tratti delicatamente decostruiti, appena disturbato da due fiammeggianti “male lingue”; la piccola casa bianca di Graziano Pompili, incastonata dall’heideggeriano Quadrato, ricontestualizza la meditazione dell’artista sull’abitare mortale terrestre; Luigi Stoisa accoglie e fa proprie le forme tradizionali del presepio con una Natività in terracotta; Gabriella Benedini inventa una lievissima e grafematica Culla per una cometa capace di contenerne i fuochi celesti; Marco Gastini presenta una vorticosaLuigi Mainolfi materializzazione astronomica dell’ombra lunare; Giorgio Griffa fa uso di un simbolismo di linee colorate su fondo neutro che parrebbero citare l’universo grafico di Munari: il dittico è attraversato dalla traccia assente di una probabile cometa apparsa e scomparsa; Luigi Mainolfi presta consistenza visibile di terracotta alla capanna di Betlemme, a sua volta ospite di simboli tratti dal mondo del vivente; Salvo inscena la vuota e inquietante tranquillità postmoderna dell’immagine natalizia, cartoon stereotipo dai colori televisivi; infine Claudio Parmiggiani sogna un tipo umano creativo e indefinitamente naturale, sulla cui testa alberata sosta un uccellino forse messaggero di lieta novella.
Il ricavato dell’inaugurazione della mostra, organizzata da Silvana Peira, Sara Abram, e Mara De Giorgis del Centro Culturale il Fondaco, sarà devoluto alla Biblioteca Scolastica di San Giuliano di Puglia. Come dice il curatore Nico Orengo nel testo di presentazione: «Il dolore di un paese perduto, di mille paesi perduti, è un’offesa che nessun gesto può restituire: è un buco nero nel cuore dell’umanità, è un’offesa all’anima del mondo. Ma ogni gesto gentile può essere un lenimento al dolore».
Anche in tempi di abbandono da parte dei divini, l’arte, o meglio il suo uso pur troppo umano, può avere una funzione positiva.


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edoardo acotto
mostra visitata il 30 dicembre 2002



Stella che vai, Centro Culturale “Il Fondaco”, Via Cuneo 18, Bra.
Dal 14 dicembre 2002 fino al 30.I.2003; orari: giovedì, venerdì e sabato, dalle 16 alle 19. Informazioni e appuntamenti: 3397889565/466. e-mail:  ilfondaco@tiscali.it 

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Opera inserita il6 Luglio 2008 • vista606 volte • con2 interventi (l'ultimo il 7 Luglio 2008)

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