LOGIN:    
<<<
|  Menu  |  Tag
Live  |
Eventi  |
AgorÓ  |
Visitatori
Presentation  |  About us  |  Documents  |  Credits
ArsMeteo
OPERA   |  N.Autori: 114  |  N.Opere: 581  |  N.Tag: 17
<<< Silenzio e deserto come luoghi dell'Anima - scritto di Vincenzo Ampolo  [As-saggini]  >>>

Silenzio e deserto come luoghi dell'anima

testo pubblicato sul sito dell'associazione culturale genovese le arie del tempo


Lo confesso, non sono mai stato in un deserto, anche se nutro un piacere infantile, ed al tempo stesso professionale, per giocare e per far giocare con la sabbia.
I giochi silenziosi sulle spiagge deserte della mia infanzia sono diventate terapia condivisa.
Costruire narrazioni entro scenografie temporanee, mutarle e cancellarle, dando un senso a ciò che è stato, a ciò che è cambiato, a ciò che è finito... diventando materia per nuove costruzioni, per nuove narrazioni.
Un lavoro che sa di meditazione, di catarsi, di consapevolezza.

Anni fa volli sviluppare un numero impressionante di fotografie scattate da una mia amica  in un viaggio nel deserto.
Ero affascinato dai vari rituali che nel deserto si compiono quotidianamente. In ogni foto mi sembrava di scorgere un aspetto meditativo, religioso.
Credo che il rapporto e l'esperienza con il divino sia molto più facile nel deserto.
Mi piace pensare che Dio sia di casa nel deserto, nella sua cattedrale di luce.
Vi è un legame forte tra religioni monoteiste e il nomadismo nel deserto.
Nelle distese infinite dove sono nate le grandi religioni monoteiste il cielo è più vicino, il mondo sembra da un'altra parte ed è più facile pensare a Dio.
Anche la religione cristiana nasce nel deserto in contrasto con la città corrotta.
Dio comanda a Mosé di lasciare l'Egitto per il Sinai. Cristo è solo per quaranta giorni nel deserto prima di iniziare la sua vita pubblica.
La riscoperta dell'ascetismo nomade ci ricollega a queste radici, a questi bisogni.
Io credo che il deserto, come luogo dell'Anima, è essenzialmente silenzio e vuoto.

Vivere nel Salento significa fare esperienza di vento e di sole, di sale e di solitudine.
La desertificazione avanza in modo impressionante.
Gli scrittori, i poeti, i pensatori meridionali, quelli che caparbiamente rimangono nella loro terra, parlano ed urlano spesso come nel deserto, le loro parole sembrano scritte sulla sabbia o si perdono in un  silenzio assordante.
Il nostro deserto è per noi la solitudine, l'esilio, la privazione, l'incomunicabilità.
Questa mancanza, questo sperimentare l'angoscia della solitudine ci costringe però a crescere, ci costringe, come afferma Fabrizio De André, a salvarci.
Le "anime salve" degli "uomini salati" cercano oasi di senso, giardini zen entro cui ordinare i pensieri in vista di un recupero di ciò che permane oltre le mode, l'attualità, il rumore.


! !
Tag
Per intervenire sui tag Ŕ necessario identificarsi.
Se desiderate un identificativo o lo avete dimenticato,
potete contattare mail@arsmeteo.org

Opera inserita il2 Gennaio 2009 • vista596 volte • con5 interventi (l'ultimo il 28 Gennaio 2009)

opere correlate:
<<< >>>