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<<< NIHIL - scritto di Francesco Pasca del Maggio 2009 >>>
Senza citare: Uno dei punti fondamentali dell'estetica è costituito dalla ricerca dei modi in cui si può stabilire il significato e l'azione di un segno derivato dal suo gesto.
Qualunque fare si esprime e si riconosce da un significato che si è precedentemente dato o assunto ricorrendo sempre e comunque al reale.
Per i Greci la Mimesi non è imitazione ma qualcosa di più, cioè il veicolo fondamentale che dalla natura porta alla Conoscenza non all'Astrazione. Se vogliamo parlare con termini più accessibili possiamo paragonarla alla "immedesimazione".
Platone e non sono io a dirlo si contraddice nel "sostenere" parlando di arte, guarda caso, proprio sul significato di "Vero", quando affronta il problema della Conoscenza. fortunatamente, per noi, Platone lo conosciamo anche sotto un'altra veste, non quella delle dichiarazioni assolute ma, guarda caso, in quell'ostinarsi a combattere, metaforicamente parlando, contro l’Idea che, sebbene sia meritevole da perseguire come la ricerca della conoscenza non sia poi così impossibile raggiungerla.
Aggiungendo:
se non si conosce ciò che si cerca, qualora lo si sia trovato, non lo si riconoscerà come l’obiettivo da raggiungere;
se si conosce ciò di cui si è in cerca la ricerca è inutile.
Quindi alla luce di così disparate teorie di Platone, sarebbe più conveniente abbandonare questo sentiero, perchè non è picchiando come un "folle" all'uscio delle Muse che si diventa "eletti" ma conoscendo e per chi conosce questo termine sa a cosa mi riferisco.
Storicamente, perchè questa è la lettura che dobbiamo fare di Platone, essendo quest'ultimo nato nel 427 a.C. nonchè allievo di Aristotele, in quel periodo l'arte greca figurativa, notoriamente espressa con la scultura, subiva le ovvie trasformazioni di un normale avvicendamendo stilistico ed approdava, guarda caso, ancora una volta guarda caso, con un'arte molto rappresentativa che scalzava la precedente e faceva riferimento ad uno dei più grandi artisti di quel periodo, SKOPAS (420 a.C.), quindi coetanei, con il suo Phatos che doveva riassorbire la terribile crisi economica seguita alle guerre del Peloponneso. Quel Phatos sembrerebbe abbia fatto distrarre Platone. Con questo non nego la grandezza di Skopas ma metto in dubbio la certezza di Platone riguardo al significato di Arte che viene ripresa da Vincenzo con la nota (2).
Riguardo alle divinità citate, sarebbe opportuno rivisitarle anche come fenomeno indispensabile per l'attuazione di quel mito dal quale i Greci facevano discendere ogni cosa. Non vorrei essere blasfemo ma è molto simile alla nostra di religione, serve a sviare dal problema e a dare significati apparenti.
Dai significati Platonici si perviene ai Neo-Platonici che ancora una volta, guarda caso, è la ragione che cerca di mediare e rimediare e per non lasciare del tutto la pratica onirica nel cassetto si accentuano e proliferano gli esoterismi. ( le porte a cui bussare quando manca la ragione)
Che abbiamo dovuto aspettare 2000 anni per "scoprire" l'acqua calda, questa si poteva anche risparmiare. L'anima ancora una volta torna alla ribalta come la necessità di darle il "nutrimento della dimensione poetica" nonchè della "recuperata pratica artistica".
Il furore non il delirio Michelangiolesco, alle prese con la religiosità dell'individuo. Il furore non il delirio artistico alle prese di un riscatto con la materia o dalla materia.  Tutto ciò non può essere confuso con chi crede che la "ragione sarà ecclissata da quella di chi delira". Sarebbe affermare che Michelangelo invece di recarsi sulle alpi apuane a scegliersi il miglior marmo se ne andasse a Viareggio a farsi un bagno o vedere il carnevale.
Sono assolutamente contrario ad una visione così limitata dell'arte.
Se vi è sapienza costruttiva non può esservi delirio;
Se vi è sapienza imitativa non può esserci follia;
Se vi è purificazione non può esserci non Conoscenza.
Se vi è Memoria ci può essere solo Natura e Storia.
Se vi è Natura e Storia ci può essere solo l'uomo e non la sua copia.

Catarsi è un'altra cosa. La purificazione è uscire da una contaminazione (miasma).
Può riguardare sia un avvenimento spirituale che materiale.
Di questo parleremo in seguito.

Ma non è di quello che già conosco che voglio discutere. Rischio di fare il Pontefice.
Voglio sapere chi bussa alle Muse e perchè, cosa fa e cosa ottiene;
Voglio discutere di ciò che la ragione può dare;
Voglio discutere di cio che la Musa può dare;
Poi voglio fare la differenza o appurare, cioè voglio Conoscere e non avere Dubbi.
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Opera inserita il17 Maggio 2009 • vista673 volte • con3 interventi (l'ultimo il 18 Maggio 2009)

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