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<<< 6 - Lo spazio dell'Immaginare e del Creare (Dissociazione e...) - saggio di Vincenzo Ampolo  [As-saggini]  del 2005 >>>
6 - Lo spazio dell'Immaginare e del Creare (8)

Compiendo quell'accerchiamento rituale suggerito da Neumann, attraverso lo studio dei miti e dei meccanismi della transe, siamo così arrivati nelle vicinanze di quella porta che cela l'enigma che c'eravamo proposti di svelare.
 Attraverso quella porta penetriamo nella "cittadella interiore" in cui, ancora una volta, Platone sembra averci preceduto.
 All'interno di tale cittadella scopriamo luoghi segreti, che accomunano mistici, innamorati, artisti e scienziati di ogni tempo e di ogni luogo. Sono gli archivi delle immagini mentali, figlie Mnemosine, personificazione mitica della memoria personale e collettiva. (9)
Ci appare evidente a questo punto che ogni facoltà creativa si basa sulla libertà di accesso a questa cittadella interiore, a questo spazio, soprattutto mentale, capace di essere luogo germinativo per  idee e applicazioni nuove e innovative.

Durante il nostro sviluppo, ognuno di noi ha conservato alcuni rifugi segreti, isole di libertà nascoste nel nostro inconscio, in cui trascorriamo le nostre "vacanze della coscienza" sfuggendo alla repressione ed alle esigenze della realtà.
I sogni, le fantasticherie (rèverie), gli stati contemplativi, estatici e meditativi, e le differenti forme artistiche, sono gli approdi più importanti, i rifugi della nostra anima inquieta. (10) Come afferma Martin Grotjahn: "Solamente in queste isole del nostro inconscio noi siamo veramente liberi: dalla realtà e dalla coscienza, dalle repressioni e dai tabù, dalla logica e dal tempo. Siamo liberi dalla necessità e, finalmente, siamo liberi dall'angoscia." (11) 
Freud, nel suo saggio "Il poeta e la fantasia" del 19O7 scrive per primo di un'area protetta, luogo di riposo, spazio poetico, come luogo intermedio nel quale non esiste l'obbligo di distinguere tra la realtà fattuale e la fantasia.  (12)
Winnicott riprende e sviluppa questo concetto nella sua teoria detta "transizionale" . Egli parla di un luogo dell'illusione  che può essere stimolato dalla lettura di libri, dalla visione di un film, di uno spettacolo teatrale o televisivo.
La creatività essenziale sviluppata attraverso il gioco  é sintomatica di questo stare nell'Altrove, nell'ambiguo, nel paradosso.   (13)
Bachelard nel suo libro "La poetica dello spazio ", parla di "una stanza" che l'autore porta dentro di sé, che fà vivere e dentro la quale vive.
E' questo luogo, questo spazio, questa stanza mentale che dà rifugio e protezione a ognuno di noi e ci permette di esprimere e di godere appieno ciò che prescinde dalla banalità di un reale sempre meno creativo e vivificante.   (14)
 Una musica, un quadro, una rappresentazione, un concetto da raccogliere e con il quale arricchire la nostra vita, possono essere vissuti appieno solo rifugiandosi in quest'area di godimento estetico e di esperienza culturale che ha le proprie radici nel gioco creativo dell'infanzia.
Ma questo è anche uno spazio di transito dove si alternano stati diversi di coscienza che, nel momento in cui "siamo presi" dal fare ludico/creativo, ci trasporta in un altrove ricco di fascino e di fantasia. (15)
Come afferma James Hillman nel suo libro Il codice dell'anima: "Finchè dura l'attività immaginativa, è come se fossimo fuori di noi, in un altro territorio. A volte si tratta solo di uno stato di fantasticheria, lo sguardo nel vuoto, un'assenza; altre volte invece si dispiega nei particolari di un progetto futuro; altre ancora è un terrore allucinatorio che ci assale di notte; oppure può essere una visione estatica, come quelle dei santi. Anche l'intensità può variare, ma, quanto profondamente vi si è immersi, tanto più reali sono la fantasia, le sue scene, le sue voci, i suoi personaggi, i suoi sentimenti, le sue intuizioni" (16)

Il simbolo, l'immagine mentale del simbolo, può evocare, provocare una visione.
in questi momenti di "visione", è possibile "creare", o comunque fare esperienze importanti, capaci di cambiare la propria realtà psicofisica e insieme la propria esistenza o al contrario incontrare il terrore e la propria pietrificazione, il proprio annientamento.




Note 

8- Cfr. V. Ampolo Voci dell'Anima Scrittura narrazione e pratica analitica, Ed. Besa, Entropie,  Lecce, 2004

9- Le ricerche più recenti evidenziano come il luogo della memoria risieda nei nuclei della base cerebrale ed abbia natura inconscia.

10- L'essere umano deve costantemente fare ritorno alla situazione dello stato primitivo, sia quando apprende o cerca ricordi, ma anche quando, come nel caso del sogno, sembra fare ricorso alle funzioni nervose neonatali.

11- M. Grotjahn SAPER RIDERE Psicologia dell'umorismo, Longanesi & C, 1981, p. 105

12- Cfr S. Freud, "Il poeta e la fantasia",  in Opere ,  Boringhieri, Torino, vol 5,
inoltre  S. Freud, Il poeta e il sogno ad occhi aperti, (1908) Newton Compton 1969
E. Kris Ricerche psicoanalitiche sull'arte, ed. Einaudi, Torino, 1952

13- D.W.Winnicott, Gioco e realtà, Armando Editore, Roma, 1993 

14- G. Bachelard  (1964)  La poetica dello spazio  Dedalo Libri, Bari, 1975 

15- Una tesi intrigante, che vale la pena di riportare, è quella estressa  dal pensatore rumeno I. P. Culianu in un suo libro tradotto in italiano con il titolo I viaggi dell'anima, Mondadori, Milano 1991.
Per Culianu, la quarta dimensione sarebbe lo spazio virtuale della mente o iperspazio in cui "accadono" i fenomeni di coscienza alterata; estasi, visioni, incubi ed espressioni creative di ogni genere.

16- J. Hillman,Il codice dell'anima,  Adelphi, Milano, 1997, p.216
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