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<<< Omaggio a Corrado Alderucci - scritto di Antonella d'Ambrosio  [Briciole di vita]  del Settembre 2009 >>>

OMAGGIO A CORRADO ALDERUCCI

DIALOGO CON LA LUNA


Te ne stai lì. Appesa ad un angolo di questa parete di cielo che è troppo torbida, troppo vellutata, troppo magica, troppo…troppo.

Te ne stai lì. Sei più languida delle altre notti, e non è colpa dei miei occhi annacquati se ti vedo a cerchi concentrici e dorati, ondeggianti. Sono di certo i miei pensieri, sono di certo le mie menate che t’arrivano al centro come sassi e tu, per  tutta risposta, ti ostini a splendere ridente come una civetta e i miei sassi non ti toccano, né ti smuovono, né tanto meno ti feriscono.

Tu splendi ridente. E te ne stai lì. Appesa ad un angolo di questa parete di cielo che se potessi prenderei a calci fino a farla crollare su se stessa. E a splendere ridente sarei io, o forse a ridere splendente come da tempo non mi succede più.

Galleggio in una bolla che mi sono costruito soffiando giorno per giorno i miei punti interrogativi, ed i miei dubbi, ed i miei pochi sogni. Io galleggio. Un po’ come te. Ma tu splendi ridente. O ridi splendente. O che ne so. Io no. Io galleggio, vestito a festa, galleggio, e mi sorreggo il volto con la mano, per non affogare, per non annegare, per non cadere.

Me ne sto smorto su una sedia immerso fino all’anima nel buio di questa notte che se anche si svegliasse e diventasse giorno non farebbe differenza, non per me, non per te, che lasceresti il tuo alone alla parete, come quel segno sopra ai muri quando stacchi un quadro, o peggio ancora una fotografia incorniciata. Lì il segno rimane sulla pelle, ti marchia nelle ossa, ti scava nell’intimo.

Aiutami, ti prego, rispondimi, ti scongiuro, rispondimi, rispondimi! Sono qui, prova per un secondo a degnarmi di un’occhiata…possibile che tu non sia attratta dalla mia aureola oscura come io sono magneticamente richiamato dalla tua luce impertinente?

Questi sono i momenti in cui capisco perché da sempre si canta di te, si scrive di te, si sogna di te, si dipinge di te. E a te non te frega proprio niente. Tu te ne stai lì, appesa.

Alle mie spalle può essere che il mondo stia cambiando, può essere che la mia casa stia perdendo il tetto, e che le nuvole improvvisino danze della pioggia per sfregiarti un pochettino, per vedere se almeno cerchi riparo e non resti impassibile.

Mentre io galleggio e tu ne stai appesa, sento che dentro qualcosa si muove, un po’ per inerzia, un po’ per desiderio, ma si muove. Somiglia ad un canto, con un retrogusto di pianto malinconico e dannato, come piace a me, e come so che piace anche a te, nonostante la tua spavalda e brillante indifferenza.


Non mi chiedere perché

mentre fuori impazza il giorno

una perversa oscurità m’invade.

La tua luce spara

nello specchio

stralci accesi tagliati dall’acqua,

Luna.


Ecco, te lo bisbiglio al vento, questo canto, sperando che riesca ad accarezzarti un po’.

E se ti vedrò arrossire, per un secondo splenderò anch’io. Ridente. E galleggiare sarà più dolce.

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Opera inserita il6 Settembre 2009 • vista497 volte • con6 interventi (l'ultimo il 20 Ottobre 2009)

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