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<<< ArtMob - natural trendy - progetto di Gianni Colombo  [ArtMob]  del Gennaio 2011 >>>

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Pensiero

  
Momenti di consapevolezza e riflessione. Affrontare percezioni sensibili cadute in oblio in funzione di stati di pauperismo più spirituali che realmente materici. Perdite d'identità metafisiche senza che queste sopprimano l'intensità del sentire che inevitabilmente esogene si manifestano nel vivente nel rapporto qualitativo tra vita e morte . Il genocidio della terra stillato in minuscoli o macroscopici lembi, insiste sull'incapacità dell'essere di vivere appieno l'estetica della bellezza, una forma di quasi terrore visivo alla scintilla di luce del divino che alberga nelle parti ctonie di ogni singola individualità. La frammentazione dell'umano in termini di Io ha prodotto e continua a produrre entalpie svuotate d'energia ove la soppressione solistica dell'ermeneutica di una appartenenza non antropocentrica, conduce a un restringimento del campo sensoriale in termini di corpo-mente, limite oltre il quale, le nebbie della coscienza occultano la visione costringendo il pensiero alla relatività soggettiva. Inevitabilmente le intelligenze agiscono in una settorialità contingente nell'apparenza di un risultato immediato in termini di profitto che si rapporta al singolo o alla possibilità virtuale da parte di altri di poterne beneficiare.
La misura quantistica delle dimensioni reali che incarniamo rispetto al sapere
acquisito in termini di universo, imporrebbe umiltà interpretative tanto necessarie alla sopravvivenza quanto al proseguio dell'armonia del rapporto stesso tra i viventi di qualunque natura o specie, mercè l'inevitabile estinzione. I passi per riconqiustare un paradiso perduto devono necessariamente condurre all'unità in senso ontologico,
all'abbandono quindi di un Io per co-fondersi e non confondersi in un identico sentire.
 
 
Azione conseguente

  
Fase prima.
 
Individuazione di un lembo inserito in un territorio simbolico di olocausto ambientale.
 
Fase due.
 
Analisi concettuale del possibile intervento
 
Fase tre.
 
Metodoligia dell'estetica intuitivamente morbida e non lesiva
 
 
Struttura del lavoro

  
La perdita delle qualità primarie secondo le nostre percezioni crea degrado sinestetico.
Qualsiasi forma di degrado si associa a scioglimento di bellezza primaria.
La bellezza percepita si associa per armonia all'eleganza visiva.
La natura o noi stessi, perdiamo d'eleganza quando la bellezza è soggetta ad entropia.
Le sinergie diventano indispensabili all'opposizione di concentrazioni macroscopiche di energie costruite come aggregati.
Corpus artistico.
 
 
Intervento

  
Dopo aver effettuato la scelta di un luogo-simbolo in un altrettanta terra-simbolo sistabilisce il momento intuitivamente più corretto per la realizzazione dell'opera.
Investendo la totalità delle proprie energie, in piena autonomia si predispone uno spazio temporaneamente autonomo come luogo di comunicazione immaginaria tra essere e natura nella consapevolezza dell'unione reciproca degli enti. Si procede quindi all'azione medianica di congiunzione rivestendo ruoli di Psicopompo o Ierofante in presenza di testimoni interagenti e coinvolti nell'azione.
 
 
1° Performance

  
Corpus artistico e testimoni interagenti vestono il luogo prescelto con un numero predefinito di cravatte per simbolicamente ri-rendere l'eleganza perduta.
Successivamente tre nastri, uno rosso l'altro bianco e l'ultimo nero, vengono disposti in modo da legare persone e natura da unici imprescindibili fili. I simboli dei tre colori alchemici come Nigredo, Albedo e Rubedo oltre che l'interdipensenza dalla natura, suggeriscono la ricerca della sapienza capace di trasformazione se non proprio di transustanzazione. La scelta della data e del numero di oggetti dell'intervento, ridotti al numero semplice, risulta essere sempre il numero sette significante dei setti sensi. Cinque conosciuti come sinestetici e due aggiunti come cuore e mente.
I materiali verranno lasciati alla natura così come sono stati usati.
 
 
Scheda tecnica

  
Tre nastri di stoffa di lunghezza variabile compresa tra 79 e 106 mt.
Quarantatre cravatte ognuna diversa per colore e disegno. 43 individualità in un'unica natura.
Videocamere e fotocamere in numero imprecisato a libera scelta.
Luogo scelto: macchia mediterranea zona di Cerano (Tuturano,Brindisi) sopra stabilimento Balneare.
Simbolo di sfondo e causa di degrado: Centrale termoelettrica FedericoII. Tuturano, Brindisi.
Tipo d'intervento: LandBioArt
Corpus artistico d'intervento: Pandemia 011, Franco G. Livera, Mina D'Elia
testimoni : su invito
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Opera inserita il28 Gennaio 2011 • vista599 volte • con2 interventi (l'ultimo il 8 Febbraio 2011)

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