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<<< Arté - scritto di Gianni Colombo del 2011 >>>
Arté
 

Allo stesso modo, con dinamiche essenzialmente uguali, io decisi di fare l'artista  inventandomi originalità di ruoli e creazioni.
    

La mia prima vera installazione (trees dead, trees alive è quella ufficiale) fu inventata nei locali allora abbandonati di Italia 61 in Torino ed avevo 21 anni. Radunai tutti i frequentatori della mia casa in via Sommariva ragazzi che provenivano dai luoghi del sottoproletariato urbano e soggetti a quel forte disagio che condurrà molti di loro verso una fine annunciata. Con loro predisposi una tavola lunghissima fatta con assi e cavalletti. La fasciammo di stoffa bianca sulla quale ponemmo finti fiori e vivande in plastica variamente colorata ed iniziammo, nella notte, una grande festa immaginata. I suoni delle chitarre e dei bidoni da percussione, le urla di sfogo come primitivi canti all'inconosciuto, attirarono l'attenzione compresa quella delle forze dell'ordine ed anch'io ebbi a che fare con la polizia per aver pensato che poteva esistere alternativa alle forme violente tipiche di quel tempo metropolitano.

La seconda fu nel castello visconteo di Galliate dove col Genio Pablo, Lorenzo ed altri del gruppo che denominai "Aessenza" installammo tre sale: Gioco, sogno, illusione e non era certamente un caso. La prima si presentava con una rossa automobilina a pedali , la numero1 e la sola rimasta dell'ex parco dei bambini a Novara collocata a altezza sospesa.  La seconda conteneva figure immaginarie di varie dimensioni tagliate da grandi fogli di compensato alle quali avevamo singolarmente dato un nome e dall'indice di un gigante partiva un nastro rosso che arrivava fino alla piazza fuori il castello seguendo il quale, dall'esterno si penetrava all'interno. Nella terza, sospesi a fili invisibili di nylon, vi erano figurine , come piccole anime, tagliate a caso da un acetato trasparente e diventavano chiaramente visibili quando lo spostamento d'aria provocato dalle persone le facevano roteare rifrangendo la luce  creando riflessi multicolori. Luce donava colore, come in tutte le cose e nella parte spirituale di noi.

Di questo non rimane traccia o memoria se non nell'oblio della mia anima o negli occhi trasparenti dei ragazzi che frequentarono quella festa di Stampa Alternativa durata una settimana ma del resto teorizzavamo la distruzione di qualsiasi opera a favore di una creatività che costantemente si sarebbe dovuta rinnovare ogni giorno come manifestazione di mondi affinché i ricchi non potessero appropriarsi di quella  dei poveri. Pensieri altri o alti se si preferisce. I rari documenti,il gigante, le animelle ed il nastro rosso insieme a molte altre cose, sono finiti in discarica dopo un alluvione che ha allagato la cantina della casa ove ho abitato.

Era il tempo dell'immaginazione. A quello è successo l' immagine dopo l'apparire sicuramente più cavo.

 Oggi viviamo quello del desiderio materico poco consapevoli dei suoi aggregati come Sankara. Questo tipo di desiderio è composto da ansie, delusioni, solitudine,frustrazione e senso di colpa qualora si debba pagare il prezzo della realizzazione e se mai dovessimo seguire quel filo rosso che dalla rumorosa agorà porta al silenzio interiore forse allora l'arte avrebbe uno scopo oltre alla bellezza dissolvendo l'io che la umilia e la mercifica. L'immaginazione è composta da fumo, etere e sogno, fondamentalmente di una parte del nostro spirito. Crea stupende Utopie e costringe il sognatore all'anelamento della realizzazione. Non si occupa di Io quanto invece di mondi fantastici e favolosi ove tutti  possono accedere in silenzio secondo la propria visione spirituale. Le nostre anime sono

l' immaginazione perfetta della bontà di cui siamo composti. L' immaginazione crea guerre che non hanno violenza come avveniva nei campi di granoturco maturo nei quali bambini feriti dalle foglie solevamo giocare. Non avevamo e non possedevamo nulla tranne  i mondi creati e questo è tutto dire.

Il tempo umano, al di là di nostra a volte inconsapevolezza, inesorabilmente scorre per tutti, me incluso ma non gli specchi ne sono i testimoni quanto il disincanto e lo stupore d'accorgersi che Dio è altrove e dentro noi i labirinti sono oscuri. Per nascita abbiamo le ali ed incredibilmente a pochi è dato volare. Dire "io" è tarparsi le ali come recitava il filosofo...

Una delle mie ultime installazioni è stata una videoperformance estrema alla Fondazione Merz di Torino in un caldo agosto.

Nel piano interrato c'era un'opera di M.Merz, due lunghi tavoli a spirale concentrica con struttura in piccolo tubolare di ferro e piani di spesso vetro trasparente. Questa volta senza l'uso di nessuna stoffa per poter sfruttare quella trasparenza ho imbandito quei tavoli con candelabri d'oro massiccio e piatti in argento. In ogni piatto vi erano gioielli e denaro contante ed erano stracolmi. I commensali, finemente vestiti erano animali seduti a caso lungo le spirali. Erano serpi, sciacalli, iene, lupi, avvoltoi, enormi topi di fogna, vermi sinuosi,  grassi scorpioni, vedove nere, coccodrilli, squali e cani pieni di rogna che divoravano e trituravano indisturbati il loro cibo fino ad una indescrivibile oscena e rumorosa abbuffata. Al di sotto, stipati all'inverosimile, un nugolo di umani affamati, nudi e sporchi si agitavano per raccogliere le minuscole briciole che i commensali incuranti lasciavano cadere.  Ogni tanto qualcuno ne uccideva un altro mentre altri immobili stavano a guardare. A volte un umano riusciva a convincere un piccolo gruppo a cedergli le loro briciole affinché potesse acquisire la forza necessaria per salire ad occupare il posto lasciato libero dall'animale che crepava d'indigestione, promettendo loro di lasciar cadere quantità molto più consistenti ma arrivato ad occupare la sedia, inesorabilmente subiva una trasformazione come metamorfosi e assumeva le sembianze del morto.

Alle quattro pareti scorrevano immagini di luoghi esotici, case a Parigi e a New York, yatch con a bordo femmine trasparenti e nelle stive auto di lusso, ville inverosimili circondate da parchi immensi nelle quali, abitate solo da servi ben vestiti, si diffonde musica celestiale e aerei privati come salotti volanti. Nella sala vi era olezzo d'uova marce sparse qua e là. Nessuno riusciva a sognare di ergersi tutti insieme contemporaneamente  mandando in frantumi tutto quello squallore e vi assicuro che sarebbe stato possibile farlo ma erano privi di qualsiasi immaginazione.

Quando, dopo un certo tempo, le vivande , prima cominciarono a scarseggiare e poi credibilmente terminarono come ineluttabile destino  in quel Kali Yuga, i proiettori si sono spenti e la luce scomparsa. Fine dell'installazione. In fondo quelle erano solo proiezioni.

Alcuni visitatori se ne sono andati schifati dal fetore, altri disgustati non hanno capito assolutamente nulla, solo una mia fantastica amica  è uscita dopo un ironico femmineo sorriso. Insomma non è stato quello che si potrebbe definire un successo ma d'altronde il tempo mi ha abituato anche a questo.

Mi spiace moltissimo non aver fornito a nessuno l'invito per il Vernissage di quella domenica d'agosto,  che portava il titolo appunto, Kali Yuga, istallazione biocomposita in tempo reale a cura di Pandemia ma l'enorme impegno e la fatica richiesta da tutta l'istallazione, data anche la mia età e la conseguente disaffezione all'apparire, non mi hanno permesso attenzione alcuna fuorché quella applicata. E' visitabile comunque sul portale "immaginazionecreativa/infinito.(punto)eacapo" che utilizza le ultime tecnologie ad interazione sinapsica che sostituiscono le precedenti di "Netville/arsmeteo.net" ormai di obsoleta concezione. E' un portale creato in collaborazione con i ricercatori dell'  "Università della vita", il dipartimento di Ulambator e con Mediatica azienda in assenza di profitto leader nel settore  sinapsico-immaginativo di ultima generazione. (non serve curriculum, dell'iniziazione  pagata si fanno carico i titolari. nonbluesultra/grandezot/skiz.|punto|eacapo )

Non occorre digitare nè occorrono schermi touch. E' sufficiente essere fisicamente in luoghi particolari e poco contaminati del pianeta come una grande foresta di faggi secolari all'interno della quale penetrano raggi di sole, nella comunità montana tra Parma o La Spezia oppure di fronte a pozze di acqua limpida che a volte creano  torrenti alpini che diventano poi fiumi, dopo un pranzo od una cena arsrevoluzionaria o ancora, sotto una volta stellata nelle notti delle pianure o dei deserti. Chiudete gli occhi, sospendete il pensiero e tutto apparirà in 4D mentre nelle opzioni interiori avete l'incredibile possibilità di modificare a piacimento tutto quel che state  percependo diventando voi stessi artisti creatori. Provare per credere!

Ma nonostante tutto questo, i bambini continuano a nascere con anime pure..il resto diventa al 69% farina del nostro sacco ed al 31%, fortunatamente prodotto della loro anima quando imparano a conoscerla.

Taluni, per nascita ricchi o poveri, si ammaleranno di potere dal quale difficilmente si guarisce e tenderanno a prevaricare sul prossimo umano o animale che sia e normalmente saranno gli imbecilli ad avere successo. I meno abbienti o i più volenterosi affronteranno la vita a mani nude, cresceranno sufficientemente in fretta per essere autonomi e con più o meno fatica e consapevolezza seguiranno il ciclo della nascita, della crescita e della morte lasciando a volte eroiche o semplici testimonianze. Altri rifiuteranno di crescere continuando a giocare. Parecchi di loro si trovano nel cosiddetto "civile" occidente dove quasi tutte le persone hanno qualcosa in più del cibo. Sono normalmente abbienti e non si dedicano ad alcun lavoro che richiede fatica materiale come in quel mondo e purtroppo non da altre parti, avviene per i bambini. Ascoltano come un tempo ascoltavano i racconti degli anziani, disegnano, mangiano solo ciò che gli piace e gli preparano, piangono quando si fanno del male, attirano attenzione, leggono fumetti e storie alla sera prima di dormire. Qualcuno più intelligente scrive termini che si inventa. Hanno l'ego dilatato come costanti infanti e prestano i loro giocattoli pretendendo di dominare il gioco altrimenti litigano coi compagni e si vedono costretti poi a trovarne altri mentre cercano il consenso della mamma. Non si distinguono certo per il coraggio ma almeno non sono violenti come non lo sono mai stati i bambini, sono solo un po' tollerabilmente rognosi e fortunatamente non fanno del male se non a volte a loro stessi. Inevitabilmente però il corpo invecchia come quello degli altri. Crescendo, sostituiscono la mamma con la moglie o col marito ed in età anziana col figlio o colla figlia tiranneggiandoli senza alcuna consapevolezza. Vivono per avere e non per essere e sono quindi soggetti a frustrazioni che comunque possono superare come appunto fanno i bambini. Muoiono così, come simpatici cuccioloni, a meno di un miracolo o di una illuminazione improvvisa, come anime quasi candide.

Altri ancora, forse geni incompresi, si rifugeranno nell'altrove ovunque esso possa essere e non sono per natura destinati a vivere a lungo sebbene qualcuno ce la faccia magari suonando una chitarra o altro o rappando tutta la rabbia che trovano.

Ma anch'io come Sri Aurobindo ho visto e continuo tuttora a veder nascere bambini dagli occhi di sole...

Alcuni sono già tra noi e poco importa se facciano le segretarie o i grafici. La loro intelligenza che li porta ad essere e non ad avere consapevolmente o no traghetterà un'era in un'altra sicuramente più aurea.  Io ed i miei fratelli ci abbiamo provato ma non possedevamo una barca né tantomeno conoscevamo gli oceani. Ce la siamo quindi immaginata in un bosco e vi assicuro che remare non è stato per nulla facile ed alla fine abbiamo desistito dopo aver percorso solo pochi centimetri senza comunque mollare le speranze comprese quelle illusorie. Il Kali Yuga sta finendo ed a questa era ne succederà un'altra nel ciclo dei kalpa e degli eoni mentre tutti noi diventeremo punti scintillanti che si spengono nella propria scia in un cielo sempre uguale.


 gianni colombo.
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Opera inserita il22 Maggio 2011 • vista694 volte • con2 interventi (l'ultimo il 24 Giugno 2011)

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