Aldo Brovarone
Aldo Brovarone nasce il 24 giugno 1926 a Vigliano Biellese in Piemonte.

Viene avviato agli studi tecnico-commerciali, utili in quel tempo per quella particolare zona, ricca di floride industrie tessili, ma a causa degli eventi bellici della seconda guerra mondiale, non conclude il ciclo di studi superiori.
Questo contrattempo gli permette di cambiare indirizzo professionale e di dedicarsi alla Sua passione per il disegno, supportata da innato talento artistico.
Si imbarca così per l’Argentina, dove inizia nel 1949 l’attività di grafico presso uno studio pubblicitario di Buenos Aires.
Questa prima esperienza di lavoro gli dà l’opportunità di entrare nel mondo dell’automobile: infatti viene assunto dalla AutoAr (Automotores Argentinos), azienda creata e diretta da Piero Dusio, già fondatore a Torino della Cisitalia.
Nel 1952 viene richiamato in Italia dallo stesso Piero Dusio, per essere impiegato direttamente in Cisitalia e dopo una breve esperienza, a causa della grave crisi finanziaria dell’azienda nel 1953 viene chiamato (personalmente) da Battista Farina, detto Pinin a far parte della Sua azienda.
Va detto che questo determinante incontro è stato facilitato da Piero Dusio con una lettera di presentazione all’amico Pinin.

Dopo un periodo di prova di tre mesi, Brovarone viene confermato come stilista alle dipendenze degli allora Francesco Salomone e Franco Martinengo, maturando così un’esperienza incredibile, avendo l’opportunità di lavorare in un ambiente ideale.
In quel periodo la Pininfarina disegna macchine straordinarie e così il giovane Aldo Brovarone inizia a dare i Suoi primissimi contributi disegnando dettagli, eseguendo le varie viste e talvolta trasformando gli schizzi creati dai Suoi maestri in figurini a colori.
I progetti di quello straordinario periodo sono la Maserati A 6 GCS, la Ferrari 250 Le Mans, e la famosa Ferrari costruita in unico esemplare per il regista Roberto Rossellini, l’Alfa Romeo 3500 Superflow.
Nel 1954 verrà scelto per la prima volta un Suo figurino per la realizzazione di una fuoriserie costruita in un solo esemplare per l’Avvocato Gianni Agnelli, realizzata sul telaio della Ferrari 375 America.
Prima di essere messo in produzione, ogni lavoro era sempre supervisionato e corretto dallo stesso Pininfarina.

Dopo circa otto anni di lavoro come stilista semplice, Brovarone riveste un ruolo di primo piano nel design della Ferrari Superamerica superfast 2°: infatti Suo è il disegno e il prototipo che viene presentato nel novembre del 1960 al Salone di Torino nello stand Pininfarina. Questa realizzazione sperimentale del grande carrozziere torinese propone uno stile totalmente inedito. Il disegno ha dei punti comuni con il profilo di un’ala d’aereo (gli aerei sono un’altra grande passione di Aldo Brovarone). Il bordo di entrata è costituito dal muso in mezzo al quale è stata praticata la presa d’aria del radiatore, un’ellissi di dimensioni molto ridotte che ricorda le Ferrari sport. Il bordo d’uscita è rappresentato dalla coda sfilata a punta, verso la quale convergono le curvature dell’abitacolo. Con una soluzione innovativa per rendere ancora più puro il design, Aldo Brovarone nasconde i fari anteriori sotto una mascherina di alluminio, azionata da un comando elettrico, facendoli sparire totalmente nel corpo della calandra anteriore. Volendo citare le parole di Antoine Prunet, autore del libro Ferrari “Le Granturismo” del 1980: “Questo meraviglioso coupè può essere certamente considerato, sia per il disegno che per la sua realizzazione tecnica, uno degli esempi più significativi dell’arte della carrozzeria”.

Anche di Aldo Brovarone è il disegno della Dino Berlinetta speciale, presentata nello stand Pininfarina a Parigi nel 1965. Può considerarsi l’ultimo prototipo visto dal fondatore della Pininfarina e uno fra i primi ad essere seguiti dal figlio Sergio. Un’altra rivoluzione di design, il primo prototipo di una nuova generazione a motore centrale Ferrari, il cui disegno ha ispirato molte delle successive Ferrari a motore centrale, dando così l’avvio alla generazione Dino nelle versioni stradali 206 e 246. Questo prototipo di Berlinetta speciale prende origine da una forma lenticolare nella quale si innestano le carenature per le ruote e il padiglione. Molto sottile il cofano a profilo deportante, nella cui presa d’aria sono incorporate due coppie di proiettori. Sulla fiancata, con pronunciato diedro, si apre alla radice del parafango posteriore uno sguscio che dà origine alla presa d’aria per il raffreddamento del vano motore e per l’alimentazione. Le sagomature, molto pronunciate attorno alle ruote, ricordano le allora contemporanee e famosissime P2 e P3. Degna di nota per l’assoluta novità è la parte posteriore, dove con un lunotto verticale e concavo gli fanno da cornice le due pinne laterali, che si prolungano fino alla coda. Per questa soluzione estremamente innovativa l’Ing. Carli offre un Suo prezioso contributo.

Sempre nel 1965 Brovarone disegna la Giulia Sport tubolare, a dimostrazione di un periodo molto prolifico di talento, sia per lui sia per l’azienda. Nel 1975 il Suo ultimo disegno da salone è l’Alfa Romeo Eagle su base Alfetta, il cui prototipo verrà presentato quello stesso anno al Salone di Torino nello stand Pinifarina

Nel campo delle vetture di serie Aldo Brovarone ha dato il Suo apporto stilistico alla Peugeot 504 e alla bellissima Lancia Gamma Coupé.

Dal 1988 si è ritirato in pensione, continuando a coltivare la propria passione per il disegno, la lettura e creando fantastiche cartoline illustrate rappresentanti aeroplani e auto antiche.

Nel 1998 disegna per la Stola Spa alcune proposte per il prototipo Abarth monotipo, nel 2000 per la S.82 e nel 2002 per la GTS.
Per StudioTorino contribuisce al disegno della RK Spyder, presentata il 16 giugno 2005 al Museo dell’Automobile di Torino.


 

(Note estratte dall'articolo di Alfredo Stola di StudioTorino pubblicato su Virtual Car)


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